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design come metodo per progettare la vita

Articolo a cura di Lavinia Minotti

Ero appena adolescente quando ho iniziato ad esteriorizzare il bisogno di ricreare e plasmare un’armonia estetica in ogni cosa che mi circondasse. É stato questo sentimento a definire la mia strada, a muovere in me la curiosità e la necessità di avvicinarmi a quel mondo di oggetti incantevoli all’occhio che è il mondo del design.

“Design” che per me era, e per molti continua ad essere, una categorizzazione di oggetti secondo criteri ignoti per cui essi possono essere definiti belli, costosi e forse-forse di nicchia.

Ho studiato Industrial Design, ovvero:

l’uso sia di arti applicate che di scienze applicate al fine di migliorare estetica, ergonomia, funzionalità e/o usabilità di un prodotto, e si può occupare anche del miglioramento della commerciabilità o persino della produzione. Il ruolo è di sviluppare e concretizzare soluzioni per problemi di forma, utilizzabilità, ergonomia fisica, mercatistica, sviluppo della marca, e vendite. (Wikipedia)

Ho voluto prendere in prestito questa definizione che riassume e concretizza l’idea di tutto ciò che questi studi hanno saputo trasmettermi, posizionando i mattoni che hanno rafforzato le basi della mia formazione professionale. Attraverso le conoscenze acquisite ho assimilato le capacità per identificare tutte le fasi intermedie che, a partire dall’ideazione, conducono al prodotto finito: l’oggetto di design.

Ma conclusi gli studi, di questo design cosa mi è rimasto?
“Design” è una parola inglese che può essere tradotto con il termine “progetto”. “Progettare” deriva dal latino, e significa “gettare avanti”, quindi possiamo dire che il design comprende in sé la predisposizione ad avere consapevolezza del presente per immaginare un futuro nel quale veder realizzate le proprie idee.

Ebbene si, gli oggetti di design sono oggetti che qualcuno ha scelto di pensare, studiare e costruire per noi con l’intento di soddisfare dei bisogni espliciti o impliciti.

Ecco cosa resta del design: l’approccio metodologico con cui si affrontano le cose e la vita.

Strada facendo mi sono resa conto di quanto lo studio di progettazione degli oggetti, e delle metodologie che consentono di ridurre gli sprechi ed ottimizzare al massimo le risorse, costituiscano dei fattori per me estremamente utili e funzionali all’interno della vita di ogni giorno.

Ho riscontrato una forza intrinseca incredibile nel corso della mia formazione, che ho sfruttato allora per imparare ad organizzare diversamente la gestione dei problemi, affrontandoli ordinatamente e riuscendo così ad elaborare soluzioni più favorevoli alle specifiche situazioni. Una forza e una determinazione che continuo oggi a preservare come motori del mio lavoro.
Il design è un’attitudine, un metodo, uno strumento che io ho assimilato e fatto mio perché dare ordine alle cose fuori mi permette ogni giorno di trovare armonia in ciò che mi circonda, e in ciò che ho dentro.

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l’armonia è ciò di cui mi nutro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Può sembrare strano come il cibo diventi protagonista delle mie ricerche estetiche ma non è affatto lontano dal mondo della progettazione se si ricorda Bruno Munari nel libro “Da cosa nasce cosa”, quando paragona il metodo progettuale alla preparazione del riso verde.

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P // problema – riso verde
DP // definizione del problema- riso verde con spinaci per quattro persone
CP // componenti del problema – riso, olio, spinaci, prosciutto, cipolla, olio, sale, pepe, brodo
RD // raccolta dati – c’è qualche altra persona che lo ha già fatto?
AD // analisi dei dati – come lo ha fatto? cosa posso imparare da lei?
C // CREATIVITA’ – come mettere insieme tutto nel modo più giusto?
MT // materiali tecnologia – quale riso? quale pentola? che fuoco?
SP // sperimentazione – prove, assaggi
M // modelli – campione definitivo
V // verifica – buono, va bene per 4
Disegni costruttivi
S // soluzione – riso verde servito su piatto caldo

 

Esiste un legame che unisce il cibo con la sfera emozionale che mi affascina particolarmente, attraverso il cibo si trasmette la vita e per me diventa uno strumento per prendermi cura delle persone che amo. La preparazione di piatti è un progetto meraviglioso, che unisce estetica, ricerca dei gusti, degli ingredienti e degli abbinamenti al fine di soddisfare i desideri di chi assaggia.

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